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Cosa fa un driving guide? Sostanzialmente il driving guide riunisce in una sola persona le qualità ed i compiti di un autista, di una guida e di un accompagnatore turistico. Guida un automezzo adatto allo scopo, tenuto in perfetto ordine e dotato dei più moderni servizi, che generalmente è di sua proprietà. Compone per i suoi clienti un itinerario, in modo da ottimizzare il tempo a loro disposizione e di visitare i luoghi più interessanti nell’ordine più favorevole sia storico che topografico. Una volta sul posto fornisce informazioni circa il luogo stesso, compatibili con le richieste dei clienti, la propria e la loro cultura, il tempo a disposizione. Di norma, un driving guide non accompagna i propri clienti all’interno di chiese, musei, scavi eccetera, ma qualora il cliente lo richieda e senza aggiungere un sovrapprezzo, è pronto a farlo se la situazione gli permette di parcheggiare il proprio veicolo legalmente ed in sicurezza. |
Driver guide al lavoro |
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Nel caso in cui il driving guide sia anche in possesso di licenza di guida turistica questi può legittimamente chiedere un compenso extra per accompagnare i propri clienti all’interno di chiese, musei e scavi, ma in questo caso la richiesta sarà legittima in quanto, una volta sceso dall’automezzo, il driving guide assumerà una diversa identità giuridica esercitando infatti la professione di guida turistica. |
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Come si diventa driving guide? Si potrebbe dire che quando è stato inventato il carretto e lo si è attaccato al cavallo è nato il mestiere del driving guide. È certamente naturale che una persona, trasportandone un’altra sul suo mezzo di locomozione, fosse questi un estraneo o no, inizi una conversazione; e qual è lo spunto più naturale per una conversazione fra estranei se non il paesaggio circostante? Certo nei tempi antichissimi il conducente del famoso carretto spiegava al nuovo arrivato che quello era il fiume, quella era la montagna più alta della zona quello era il bosco (e attenti al lupo!) e così via … Oggi noi trasportiamo passeggeri sui nostri modernissimi monovolume con tanto di DVD, GPS, frigo, aria condizionata etc. ed abbiamo molto di più da raccontare del simpatico conducente del carretto, ma tutto cominciò così tantissimo tempo fa! Certo non possiamo dire che bastino un carretto ed un cavallo per fare di una |
Carrozzelle a Firenze |
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persona un simpatico conversatore, ma è pur vero che, se un individuo è per carattere incline ad intrattenere cordiali rapporti umani ed è fiero del paese in cui vive, il gioco è fatto! Il servizio di noleggio di autovetture con conducente è nato quando si è passati dal carretto all’automobile e, tempo dopo, quando fu inventato il tassametro, nacque il taxi. Alcuni dei cocchieri diventarono autisti, ma più comunemente arrivarono, ed arrivano, al mestiere di conducente di auto pubblica e di autonoleggiatore figure provenienti dagli ambienti più disparati: iniziando dal quasi proverbiale abruzzese che nel secondo dopoguerra vendeva pecore e casa nella terra natia per trasferirsi a Roma ed acquistare un taxi, al laureato che trova più appagante vivere la vita accompagnando in giro turisti che seduto dietro una scrivania. Tralasciando il mestiere del tassista e volendo vedere come il conducente di una vettura in servizio di noleggio con conducente si sia evoluto in un driving guide, mettiamo un individuo, proveniente da un qualsiasi altro ambiente, |
Taxi |
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alla guida di un automezzo ed incarichiamolo di accompagnare dei turisti dall’aeroporto al loro hotel in città e vediamo cosa succede; se questi è minimamente versato ai rapporti umani, e magari ha una conoscenza anche minima della lingua parlata dai passeggeri,tenterà di stabilire un contatto. Durante il tragitto parlerà con loro dei monumenti da visitare, della situazione politica, dei costumi locali e li metterà in guardia da eventuali rischi. La prima volta. La volta seguente già sarà preparato alle domande che gli rivolgeranno. Poi un giorno gli chiederanno di essere accompagnati in giro per la città e scoprirà che magari non la conosce tanto bene come credeva. Certo che le strade le conosce, e magari sa anche quali sono i centri commerciali ed i locali più “in”, ma quando il turista gli chiede cosa rappresenta quel bel monumento che hanno proprio di fronte lui lo guarda come se lo vedesse per la prima volta e si rende conto di non saperne assolutamente nulla!Si, c’è passato davanti centinaia, forse migliaia, di volte; sa come si chiama, ma perché sta lì? |
Driving guide laureato! |
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Chi l’ha fatto? Quando? A che serviva? Ed allora quando torna a casa si mette al computer (anni fa si sarebbe dovuto fermare in libreria e comprare qualche libro) e su internet e si documenta. Poi gli succede di nuovo con un altro monumento e lui impara tutto anche su quello. Alla fine diventa un’abitudine: quando torma a casa si mette lì e cerca di imparare tutto quello che può sulla sua città. Poi compra dei libri e limette in macchina così nei tempi morti studia… Studia? Ma non faceva l’autista? Non era uno che doveva prendere i turisti all’aeroporto e portarli all’albergo? E perché all’aeroporto non ci va quasi più e sta sempre li che accompagna i turisti in giro per la città? Non aspetta nemmeno più che il turista gli chieda il fatidico: “Scusi signore, cos’è quello?” sa che lo farà e ormai sa anche con quali parole. Quindi prima ancora di girare l’angolo esordisce: ”Ora, appena avremo girato l’angolo vedremo … “Sono passati anni da quel primo trasferimento di turisti dall’aeroporto all’albergo ed ogni volta che ripensa alla faccia che a fatto la prima volta che gli hanno chiesto di quel monumento, sorride a se stesso. Ora lo conosce così bene che gli sembra di essere stato presente quando l’hanno costruito!Ne sa di cose adesso! E non solo della sua città. Ha viaggiato l’Italia in lungo ed in largo, conosce bene tutte le città d’arte: sa dove dormire, mangiare, parcheggiare e … fermarsi per la pipì! |
Roma, il Colosseo |
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I “suoi” turisti sono contentissimi di lui si fidano ciecamente. Ha ottimizzato il loro tempo, ha evitato loro di prendere fregature, li ha fatti sentire come a casa propria. Solo che adesso quando arriva in un albergo a prendere i suoi clienti ed il portiere lo indica loro dicendo: “Ecco il vostro autista signori.” non gli piace più. Sa di essere molto di più di un autista, sa che fra meno di un’ora quegli sconosciuti lo tratteranno come un amico di vecchia data e non faranno un passo senza che lui li accompagni o che indichi loro dove andare. Sa che alla fine della giornata lo ringrazieranno mille volte, lo abbracceranno e baceranno come fossero parenti. Sa che se si comportasse da “ autista” tutto questo non succederebbe. Sa che se lo facesse, e cioè se una volta salito in macchina dicesse: “Dove vogliono andare signori?” la risposta sarebbe: “Non lo sappiamo, ci porti lei a visitare la sua città!”. Naturalmente un autista risponderebbe che lui guida e basta, che loro debbono dire dove vogliono andare e lui ce porterà, che suo compito non è quello di fare un itinerario, quello spetta al cliente. Un autista direbbe … Ma lui non può dire quello che direbbe un autista, perché sa che il portiere dell’albergo, quando ha consigliato ai suoi ospiti di fare un giro per la città con lui, ha spiegato loro che avrebbe cercato per loro una persona che parlasse bene la loro lingua, conoscesse bene la città e fosse in grado di raccontare la storia dei luoghi che avrebbero visitato e che, insomma, avrebbe fatto “un po’” da guida. Guida? E allora perché ha detto: “Ecco il vostro autista signori.”??? |
Logo della Driving Guides Association |
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Certo che non poteva dire: “Ecco la vostra guida signori.” Una guida è una un’altra cosa. Una guida ha fatto un esame di stato per poter dire che è una guida. Una guida conosce a fondo tutti i monumenti della città e della provincia. Una guida entra in un museo o in una chiesa e parla per ore. Una guida non guida una macchina, la propria si, ma non ci porta in giro i turisti. Magari non è dignitoso, o magari se la parcheggia fuori da un museo quando ne esce non la ritrova … Comunque una guida è una guida. Lui no. Ma non è nemmeno un autista. Se fosse solo un autista il portiere dell’albergo, o l’agente di viaggio, gli affiderebbero i propri clienti, solo per portarli all’aeroporto. Come dicevamo, la guida conosce profondamente la propria città e la relativa provincia, quindi se un turista vuole visitare approfonditamente una città italiana, ammesso che ne abbia il tempo, contatta una guida locale e pian pianino, un pezzetto al giorno, se la visita tutta per bene. Ma se non ha tempo o non vuole spendere troppo la soluzione migliore è il driving guide! |
Guida turistica di Firenze |